Il Modello Standard

e le sue implicazioni filosofiche







La cosmologia è una scienza che
affonda
le proprie radici nel mito,
da ciò l'aver avuto
un'origine
intellettuale più antropologica
che fisica. E ciò di cui dobbiamo
tener conto è che la visione
mitica, quantunque messa in
forse sin dal XVII secolo e poi
decisamente in crisi nel XVIII,
ha continuato a mantenere una
solida impronta nella
mentalità di motle persone,
anche acculturate, spiegabile
solo col solidificarsi di
cosmogonie rimaste legate,
o in stretto rapporto,
con la teologia.


Per quanto il XX secolo abbia
avuto nella scoperta della
struttura discreta e quantistica
della realtà fisica uno
straordinario progresso
teorico, sì da rivelare privo
di alcun fondamento, e quindi
insostenibile, ogni tipo di
cosmologia non scientifica,
restano molte le persone, e non
sempre incolte, tuttora convinte
che la nascita dell'universo
debba essere avvenuta più o
meno nei termini posti dal
racconto biblico,
essendo esso sacro, ispirato
direttamente dal creatore
e pertanto sicuramente e
necessariamente "vero".



La dicotomia religione/scienza,
fatti salvi gli aggiustamenti
interpretativi, dall'una dall'altra,
parte, tali da conciliarle,
richiede necessariamente una
disciplina terza che sia in grado,
attraverso una lettura della
realtà fisica di tipo
gnoseologico e ontologico, di
smascherare il falso nelle sue
pretese gnoseologiche e di
rendere più accessibile e più
comprensibile il vero..


Il problema è di "che cosa" e di
"come" la filosofia possa occuparsi
attualmente di problemi concernenti
la cosmologia. L'ovvia risposta è
che, oggi, occuparsi di cosmologia
significa principalmente trattare
del Modello Standard.

Prima di entrare nella questione
strettamente filosofica occorre
preliminarmente accennare come
esso sia nato, fruendo dell'eredità
della relatività e della meccanica
quantistica, nate grosso modo tra il
1905 e il 1920, e potendo contare
sull'enorme messe di scoperte e di
sviluppi teorici accumulati
tra il 1925 e il 1960.



Per comprendere che cosa sia il MS
si dev'essere consapevoli che prima
del big-bang, su cui esso si basa,
non c'erano né lo spazio, né il
tempo e né alcuna materia.
Ma ormai sono anche in molti a
pensare che il big-bang (avvenuto
13,7 miliardi di anni fa) potrebbe
non essere stato l'inizio, bensì la
fase che possiamo definire "esplosiva"
della nascita dell'universo.

Se così stessero veramente le cose
(di cui sono certi i teorici delle
stringhe) prima del big-bang
sarebbe esistito soltanto una sorta
di "mare" quantistico in quiete,
che una casuale "perturbazione
energetica" avrebbe increspato.
Da ciò la nascita di una "bolla"
quantistica, poi contrattasi sino
ad arrivare al nucleo
da cui il big-bang.

Il big-bang (il Grande Botto) resta
però l'istante storico, iniziale
o meno, in cui il nostro universo
è nato. La plausibilità della teoria
è stata confermata dalla scoperta
nel 1964 della radiazione
cosmicadi fondo, quale "traccia"
di quell'istante, poi confermata
e definita da osserazioni satellitari.


Protagonisti della formulazione
del Modello Standard, e per questo
prmiati col Nobel nel 1779, sono
stati il già citato Glashow, Abdus
Salam e Steven Weinberg.


e
Sheldon Glashow

In una veloce rassegna storica
sulla nascita del modello e sui
fisici teorici che l'hanno
formulato,dobbiamo
iniziare da Glashow, che già
nel 1960 aveva intuito che due
delle quattro forze fondamentali
della materia, l'elettromagnetismo
e la forza nucleare debole, forse
avevano una stessa origine.



Sette anni dopo il fisico pakistano
Abdus Salam e Steven Weinberg
incorporavano il meccanismo di
Higgs nella teoria elettrodebole
intravista da Glashow e nascevano
così le basi del MS.


Abdus Salam



Steven Weinberg


Il meccanismo che Higgs propose,
nel 1964 spiega le masse
"a riposo" delle particelle
con l'azione di un'altra particella
detta "bosone di Higgs", la quale
avrebbe conferito quella
massa
"a riposo", di cui non si è trovata
ancora altra spiegazione.




Peter Higgs

Per quanto lo higgsone non sia
stato ancora scoperto (ma al CERN
colnuovo Large Hadron Collider
sperano di farlo presto), da un
punto di vista teorico esso è
necesario per rendere il MS
sufficientemente coerente,
pur rimanendo altre
lacune non di poco conto
"aggiiustate" matematicamente.





Per completare il quadro storico
occorre ricordare che nel 1979
Alan Guth aveva avanzato una
teoria che d'un sol colpo
rendeva ragione dell'uniformità
dell'universo, ipotizzando che tra
i 10 -35 e i 10 -34 secondi dal
big-bang vi sia stata un enorme
aumento della velocità espansiva
dell'universo iniziale, dell'ordine di
oltre 10 alla 30ma o più in volume.

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